Return code del comando "globaleaks -v"

#1

Buongiorno,
il comando “globaleaks -v”, oltre a restituire la versione correntemente attiva sul server,
restituisce un exit code 53.

Su linux gli exit code > 0 sono solitamente errori, anche se non è questo il caso.

C’è una documentazione sugli exit code ?

Domanda il subordine. Il codice 53 rimarrà stabile nel tempo ?

grazie, saluti

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#2

Gentile @zazzati,

grazie per averci posto questa domanda.

Effetivamente dal commit dello sviluppatore che configurò questo ritorno non trovo indicazioni sulla scelta. Identifico che volesse avere un particolare ritorno per poter fare eventualmente qualche test di unità.

Concordo con lei e provvedo immediatamente nell’applicare una patch che ritorni il corretto stato (0) che assolutamente si rimarrà stabile nel tempo!

Data la sua competenza la invito laddove volesse/postesse a fare anche direttamente uso del nostro ticketing system: https://github.com/globaleaks/GlobaLeaks

cordialmente,

Giovanni Pellerano

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#3

@zazzati: ho provveduto a committare la patch correttiva: https://github.com/globaleaks/GlobaLeaks/commit/10c8913ff0180353d7ef3246261cd0f60940510c

Sarà inclusa entro oggi in un nuovo rilascio minore (3.6.44).

cordialmente,

Giovanni Pellerano

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#4

grazie,
abbiamo già re-installato la 3.6.44 dove confermo che l’exit code in assenza di errori ora è 0.

saluti

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#5

Ma state integrando questo in un qualche sistema di scripting e/o provisioning?

Sarebbe importante, per la manutenzione evolutiva del software e il contributo comunitario, che ogni modifica software apportata nella erogazione di un servizio sia reintegrata come feature nel software GlobaLeaks.

Quantomeno, anche come obbligatorietà di licenza GNU AGPLv3, qualunque riga di codice custom, deve essere reso pubblico, quindi tantovale reintegrarlo come feature all’interno del software così da non dovere continuamente ripubblicare le modifiche apportate.

Fabio

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#7

Ci stiamo provando…

Non è assolutamente un problema rilasciare quanto stiamo facendo, ma si tratta di due banali file di configurazione ansible per automatizzare l’update e controllare che l’istanza risponda dopo l’update.
Sono molto legati all’infrastruttura del cliente.

Mi chiedo se possa aver senso almeno il riutilizzo del playbook ansible. Potrei conviderlo qui e far valutare a voi se può essere utile al progetto globaleaks.

saluti

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